giovedì, 14 dicembre 06 16:40


garbin
giovedì, 23 giugno 05 10:59
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lunedì, 30 maggio 05 12:31
ORA SIAMO PIù IN PISTA CHE MAI...

http://www.estrorock.com/
SABATO 4 GIUGNO 2005....
GLI ESTRO ENTRERANNO IN SALA D'INCISIONE.. PER REGISTARE IL SECONDO ALBUM... SARA' UN SUCCESSO....
info@estrorock.com
martedì, 24 maggio 05 12:57
Kawasaki Ninja ZX-6R: Test Drive

Leggera, potente ed incredibilmente efficace. Queste sono le prime sensazioni che dominano i miei pensieri già dopo poche pieghe tra i cordoli dellÂ’autodromo di Adria.
Che la nuova Ninja fosse unÂ’arma nettamente più affilata e tagliente rispetto al modello che lÂ’ha preceduta non cÂ’era dubbio, ma sembra quasi incredibile che tra le due generazioni di ZX-6R ci sia solo un anno di differenza.
Non cambia infatti solo lÂ’estetica, ma anche tutto il reparto ciclistico con lÂ’adozione di un nuovo telaio, più leggero e compatto, nuove sospensioni e le tanto attese pinze radiali, arrivate direttamente dal mondo delle corse. Non poteva certo mancare qualche miglioria al già eccezionale propulsore che, grazie ai 36cc in più rispetto alle dirette avversarie, vanta una coppia più vigorosa ai bassi regimi, ed una grinta notevole appena la lancettaÂ…pardonÂ…le tacchette del contagiri digitale oltrepassano quota 8000.
 In sella LÂ’impostazione di guida è davvero sportiva, con la sella che “spinge” in avanti, i semimanubri bassi e spioventi e le pedane alte ed arretrate. Un poÂ’ largo il serbatoio, che limita un poÂ’ negli spostamenti più accentuati. La strumentazione è totalmente digitale ma, sinceramente, ho sentito la mancanza della cara e vecchia lancetta o quantomeno di una disposizione diversa del contagiri, che risulta tanto piacevole esteticamente quanto illeggibile quando serve. Delle tre colorazioni a disposizione per la nostra prova, abbiamo optato per la verde perché è un poÂ’ il simbolo delle Kawasaki sportive tanto quanto, passateci il paragone, il rosso per la Ferrari. Le altre due colorazioni disponibili, nera e blu, sono davvero eleganti ed esaltano i tratti più sportivi del design. In pista Dentro la prima, giù la visiera! Si inizia a fare sul serio, finalmente è venuto il momento di toccare con mano quanto di buono fatto dai tecnici giapponesi per questa nuova Ninja, confermando o deludendo lÂ’imponente quantità di impressioni “statiche” ricavate durante lÂ’inverno. Dopo un giro a bassa andatura per mandare in temperatura le gomme – sono delle Michelin Pilot Sport, ottime per lÂ’utilizzo stradale ma poco propense allo stress della pista – esco con decisione dal tornante che immette sul rettifilo dei box eÂ…su! La “verdona” si alza come per magia, facendomi vedere il cielo, quasi come se sotto al serbatoio battesse un 1000cc bicilindrico. Capisco subito che con la Ninja non cÂ’è da scherzare, ma già alla prima curva si apprezza la facilità nello scendere in piega e nellÂ’inserirsi in curva. Seconda, terza, quarta, 220km/h e si stacca a moto leggermente inclinata, mettendo a dura prova lÂ’impianto frenante e la ciclistica: il retrotreno accenna un principio di saltellamento, ma tutto è sotto controllo, grazie alla stabilità assicurata dallÂ’avantreno, davvero “granitico”, ed alla qualità dellÂ’impianto frenante, potente e sicuro, anche se non proprio dei più modulabili. Il disegno della pista allarga dolcemente la traiettoria in uscita e qui si apprezzano le caratteristiche di erogazione e progressione del rinnovato quattro cilindri, che si rivela un poÂ’ meno pieno “in basso”, rispetto alla precedente generazione, ma più pepato agli alti regimi. In un attimo si arriva al tornantino e qui la saponetta striscia abbondantemente sullÂ’asfalto, segnalando che la ZX-6R è facile ed intuitiva anche nello stretto, una di quelle moto che nelle uscite domenicali si guidano “da sole”. Altro rettifilo, lÂ’avantreno si stacca nuovamente da terra fino in terza marcia, quasi volesse decollare ed arriviamo ad una chicane da percorrere in seconda, decisamente stretta e da raccordare in uscita con una piega verso sinistra, che lancia nella parte più veloce del tracciato. Anche in questo caso, la Ninja conferma una certa audacia nei cambi di direzione che ricorda le leggere 250cc Aprilia e Suzuki che spopolavano negli anni Â’90. LÂ’ultima parte del tracciato offre lÂ’unica curva veloce e qui la “piccola” di Akashi si rivela ben bilanciata e neutra durante lÂ’inserimento e la percorrenza della curva, anche se lÂ’uscita di curva crea qualche grattacapo: lÂ’avantreno ha dimostrato in tutti i passaggi una lieve tendenza ad allargare, quasi fosse “sottosterzante”. CÂ’è da dire che la moto da noi provata era in configurazione assolutamente standard e quindi è difficile giudicare certi tipi di reazioni senza poter intervenire sulle gomme e sulle regolazioni delle sospensioni. Dopo poche curve si torna sul rettifilo dei box, uno dei pochi punti del tracciato dove dar veramente fuoco alle polveri. In un attimo si raggiunge la soglia del limitatore, oltre i 15000 giri/min, accompagnati da un sound davvero eccezionale, tipico dei propulsori Kawasaki. Per pochi istanti si inserisce la 5a marcia e rannicchiato sotto al cupolino riesco a vedere più di 230km/h. Arrivo a staccare a meno di 150m, con il retrotreno che nuovamente “saltella” per qualche metro ed entro in curva ancora con i dischi pinzati. Una vera e propria prova del nove, che ha dimostrato come il bilanciamento dei pesi e le qualità dinamiche del telaio della nuova Ninja siano davvero di riferimento. Regolazioni a parte, non cÂ’è che dire, la nuova Ninja è una moto davvero interessante e molto divertente da pilotare. Oltre alla dotazione tecnica, senza dubbio da riferimento, la ZX-6R ha dimostrato di essere arrivata al top anche nelle qualità dinamiche, potendo finalmente battagliare ad armi pari con le agguerrite rivali giapponesi ed italiane.
Due nuovi modelli, simili ma non uguali ZX-6R ed RR. Due sigle e due versioni, simili per quanto riguarda l'impatto estetico ma completamente diverse nell'anima. La ZX-6R nasce come versione stradale, può fare la gioia degli appassionati “pistaioli” ma non può prendere il via alle competizioni a causa della cilindrata di ben 636cc. Per colmare questa lacuna, Kawasaki propone ai suoi clienti più sportivi la versione RR, dotata di un propulsore regolamentare (599cc), di un attacco del forcellone modificato e di un kit di potenziamento specifico.

Il design Un look completamente nuovo, più compatto e tagliente rispetto alla passata generazione, ispirato senza mezzi termini alla “sorellona” MotoGp 2003. Un frontale appuntito e profilato con al centro una grintosa presa d'aria, fianchi delle carenature segnati da profonde prese d'aria ed un codino snello e “sparato” verso l'alto, sono solamente alcune delle caratteristiche del nuovo design, studiato per stupire e per assicurare la massima prestazione.
Inediti, nella forma e nel posizionamento, i gruppi ottici anteriori che guardano aggressivamente verso il basso ed il fanalino posteriore, costruito con tecnologia a led, che riprende nel design i tratti del frontale.
Nel dettaglio, molto belli e realizzati con cura “artigianale” gli attacchi delle pinze radiali sulla forcella ed il gruppo pedana caratterizzato dalla protezione per lo stivale forata.
La tecnica Sulla carta, è la “600” M.Y. '03 tecnicamente più avanzata sul mercato. Alcune soluzioni tecniche vanno completamente controtendenza rispetto alle dirette rivali e derivano direttamente dal mondo delle corse: le pinze dei freni ad attacco radiale, ad esempio, ma anche la forcella a steli rovesciati o la possibilità di intervenire nelle geometrie del telaio fanno capire da subito le intenzioni battagliere delle Ninja “new generation”.
Potenti i nuovi motori quattro cilindri, 16 valvole ad iniezione elettronica. Sono ben 118 a 13000 giri/min i Cv a disposizione del propulsore della R e 113 a 13.200 giri/min quelli della RR. Ottima anche la coppia motrice, visti i 67Nm del 636cc ed i 64,4Nm del 599cc.
Completamente nuovi telaio - perimetrale in alluminio - e forcellone posteriore, caratterizzato da un disegno semplice e razionale. Geometrie di base identiche per entrambe le versioni, ma personalizzabili di ben ±2mm nell'altezza dell'attacco del forcellone nella versione RR. Sicuramente un bel vantaggio per chi deciderà di gareggiare nella stagione '03 con la nuova arma Kawasaki, perché può aiutare il pilota nella ricerca dell'assetto migliore di tracciato in tracciato.
Il reparto sospensioni prevede una forcella a steli rovesciati da 41mm di diametro ed un ammortizzatore posteriore - idraulico a gas - pluriregolabile, che regola il movimento del forcellone progressivo Uni-Track capace di una corsa di ben 135mm. Una vera chicca l'impianto frenante anteriore: le due pinze Tokico a quattro pistoncini, sono fissate alla forcella tramite un innovativo attacco radiale e sono pronte a mordere due dischi da 280mm di diametro e 6mm di spessore. Soluzione classica invece al posteriore, dove trova posto un disco da 220mm di diametro e pinza a doppio pistoncino.
Al concessionario I prezzi oscillano tra i 9899 euro della ZX-6R ed i 10499 della ZX-6RR. Per quanto riguarda i colori, il classico verde Kawasaki è l'unica tinta disponibile per il modello RR, mentre per la R sono disponibili anche un azzurro, un nero. Tutti in tinta monocromatica.
martedì, 24 maggio 05 12:42
Mercedes "CLS CDI" - IL MOTORE CHE MANCAVA

Arriva anche sulla "CLS" (nella foto), elegante coupé a quattro porte di Mercedes, il nuovo V6 turbodiesel di 3.0 litri che sta pian piano "colonizzando" tutta la gamma di modelli della Casa di Stoccarda.
Common rail di terza generazione, con iniettori a controllo piezoelettrico, sviluppa 224 CV e 510 Nm di coppia massima a 1600 giri al minuto; di serie è abbinato alla trasmissione automatica-sequenziale a 7 rapporti. I dati dichiarati parlano di uno "0-100" in 7 secondi, di una velocità massima prossima ai 250 all'ora e, soprattutto, di un consumo medio inferiore agli 8 litri di gasolio ogni 100 chilometri.
Ovviamente omologata Euro 4, la "CLS 320 CDI" dovrebbe essere in vendita entro l'autunno del 2005.
martedì, 24 maggio 05 12:36
MotoGP - Rolfo racconta Le Mans, gara e test

20-05-2005 Roberto Rolfo ha corso una grande gara domenica scorsa a Le Mans. Il pilota Pinese del Team Ducati D'Antin ha infatti portato a casa 1 punticino che vale molto. Questo perchè subito dopo il via a causa di un contatto tra Checa e Biaggi, Rolfo è ripartito nel fondo del gruppo e con grinta ha rimontato fino alla zona punti. Rolfo ha poi effettuato con la sua squadra i test della MotoGP ritenendosi molto soddisfatto, ecco le sue parole rilasciate al suo sito web www.robyrolfo.com :
"Ma avete visto la partenza del Gran Premio di Francia? Ero scattato come un fulmine, alla prima doppia curva ero nei dieci, poi Checa ha pensato bene di toccarsi con Biaggi e stendersi, io ero attaccato al suo codino e per non investirloÂ….giù anchÂ’io nella ghiaia!!! Sono ripartito con una rabbia incredibile, dopo un paio di giro però ho capito che sarebbe stato meglio cercare di portare a termine comunque la gara, sia per aumentare il mio “rodaggio” con la Ducati Desmosedici sia per verificare il mio grado di preparazione fisicaÂ…vi assicuro che 28 giri con delle staccate così violente con una moto così potente e ballerina non sono uno scherzo, però lo sforzo è valso la pena, ho portato a casa un altro punticino prezioso per il morale mio e di tutto il Team DÂ’Antin Pramac. Lunedì siamo rimasti sul circuito francese per i test delle nuove mescole dei pneumatici Dunlop: mattino pista umida e poche uscite, ma al pomeriggio non mi sono mai tolto il casco, in totale 87 giri, in parte dietro a Capirossi e Bayliss, con il tempo sul giro che via via si abbassava sempre di più, oltre un secondo in meno rispetto alle prove e alla gara! LÂ’unica incognita ora rimane la durata di queste gomme, infatti dopo una dozzina di giri a manetta iniziavano a deteriorarsi. Tuttavia sono molto fiducioso per i prossimi gran premi, la strada che abbiamo intrapreso credo sia quella giusta e già domenica scorsa se non fossi caduto avrei potuto lottare per la 10ª posizione, visto il ritmo che ho tenuto da metà gara in avanti."
sabato, 21 maggio 05 00:46
Per gli Iron Maiden un libro in italiano sulla loro epopea
Marco Gamba (expertise del mondo della Vergine di Ferro) annuncia che sta per uscire un libro su Bruce Dickinson e soci, fortunatamente scritto in italiano: il sito dei fans degli Iron Maiden lo presentera' a giorni.

Marco Gamba (expertise del mondo della Vergine di Ferro) annuncia che sta per uscire un libro su Bruce Dickinson e soci, fortunatamente scritto in italiano: il sito dei fans degli Iron Maiden lo presentera' a giorni.
Il messaggio giunto da Marco Gamba e' interessante e ci riempie di gioia....
WWW.IRONMAIDENBOOKS.COM è lieta di comunicare l'uscita di un nuovo libro sugli Iron Maiden. Stavolta il volume è in ITALIANO e racconta la storia, la vita i segreti della band più amata dell'heavy metal. Dagli esordi nella nebbiosa londra di metà anni Settanta, ai trionfi oceanici nelle arene di tutto il mondo. Non si poteva celebrare meglio il trentennale di una band che non ha mai tradito i propri fan e che ha sempre saputo conquistarne di nuovi. Il volume sarà disponibile dagli ultimissimi giorni di Maggio 2005. Non perdete d'occhio WWW.IRONMAIDENBOOKS.COM per l'annuncio ufficiale che arriverà nei prossimi giorni. La notizia è consegnata a Musical News in anteprima. A presto Marco
mercoledì, 18 maggio 05 14:19
QUESTO è.....


lunedì, 16 maggio 05 10:50
VALENTINO ROSSI: "E' STATA UNA GARA SPETTACOLARE"

VALENTINO ROSSI – (1° – 44Â’12.223) Nuovo giro record 1Â’33.678 (28° giro)
“Siamo stati fortunati che non abbia piovuto perché questo ci ha permesso di fare una gara spettacolare. EÂ’ stata una gara lunga e difficile, ma bellissima e devo dire che io mi sono complicato la vita sbagliando la partenza. Poi però ho recuperato posizione dopo posizione con dei bei sorpassi fino a che ho raggiunto Colin. Sono rimasto dietro di lui per un poÂ’ perchè aveva un buon ritmo e nessuno sembrava in grado di raggiungerci, ma poi Gibernau è arrivato velocissimo e quindi ho deciso di cercare di passare il mio compagno di squadra e di spingere al massimo. Ad ogni giro andavo sempre meglio ed ho fatto il miglior tempo allÂ’ultimo giro e questo dimostra gli eccellenti progressi che abbiamo fatto con la messa a punto della moto. Ho fatto la pole, il giro veloce della gara ed ho vinto e anche Colin è andato a podio, quindi questo fine settimana è stato perfetto per noi. La moto era molto precisa e riusciva a scaricare a terra la potenza e questo è incoraggiante anche per le prossime gare. Domani andremo avanti a lavorare. Non so esattamente che cosa ci sia in programma, ma sono contentissimo di fermarmi se questo può portarci altri miglioramenti. Non vedo lÂ’ora di correre al Mugello e spero di vedere tutti i nostri fan italiani sulle colline attorno al circuito.”


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domenica 15 maggio 2005
VALE COMMENTA GLI ULTIMI GIRI DI GARA
"Quando sono arrivato dietro a Colin ho iniziato a vedere in bianco e nero, allora ho pensato che era meglio aspettare un attimo. Sinceramente mi sono anche rilassato un po troppo e ho rischiato di fare errori. Quando Gibernau si è fatto sotto allora ci ho dato dentro. Mi sorprende come su queste moto il pilota possa fare la differenza, sono dei mezzi molto sofisticati ed è incredibile come si possano spingere al massimo con la gestione dellÂ’acceleratore e delle frenate."
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IL TEAM GAULOISES YAMAHA PRENDE DUE POSTI SUL PODIO

IL TEAM GAULOISES YAMAHA PRENDE DUE POSTI SUL PODIO CON VITTORIA DI VALENTINO ROSSI
Il pilota del Team Gauloises Yamaha Valentino Rossi ha aumentato il suo vantaggio nella classifica serenare del Campionato Mondiale MotoGP con una vittoria dopo essere partito dalla pole position al Gran premio di Francia. LÂ’italiano Campione del Mondo aveva fatto segnare il giro record del circuito ieri durante le qualifiche per poi migliorarlo oggi durante lÂ’ultimo dei 28 giri di gara. Sul podio con lui il compagno di squadra, Colin Edwards, che ha pttenuto un eccellente terzo posto partendo dalla seconda posizione in griglia. Con Rossi che ha sbagliato la partenza, Edwards è scattato in testa ed è rimasto al comando per i primi 20 giri. Nel frattempo Rossi ha messo in atto una rimonta che lÂ’ha portato dalla sesta posizione fino a raggiungere lÂ’americano davanti a tutti ed ha fatto il primo tentativo di superarlo al 18° giro, mentre Sete Gibernau (Honda), in terza posizione, si avvicinava sempre più. Il tentativo dellÂ’italiano è però fallito perché è andato largo allÂ’uscita della curva; errore che ha permesso ad Edwards di riguadagnare la prima posizione ed a Gibernau di passare in seconda posizione. Tuttavia, tre giri più tardi il Campione del Mondo è tornato alla carica passando Gibernau prima ed Edwrads al giro successivo e mantenendo il comando fino alla fine. Dopo che Gibernau ha passato Edwards sulla stessa curva di Rossi, i due si sono affrontati per gli ultimi otto giri mantenendo un ritmo forsennato. La battaglia mozzafiato è andata avanti fino allÂ’ultimo giro, dove Rossi ha fatto segnare un sensazionale, nuovo record del circuito assicurandosi la vittoria con 0.382 secondi di vantaggio sullo spagnolo. Il suo bottino in campionato è ora di 95 punti (di 100 totali a disposizione dallÂ’inizio della stagione) ed il suo vantaggio su Marco Melandri (Honda) è di 37 punti. Edwards sale al sesto posto. Il risultato di oggi aumenta il vantaggio della Yamaha nelle classifiche costruttori e squadre. La prossima gara si terrà in Italia, al Mugello, tra tre settimane.
MOTOGP, DOPO GARA: VALE AL MICROFONO DI ALBERTO PORTA
Vale intervistato da Alberto Porta di Italiza uno esprime tutta la sua gioia per una grande e significativa vittoria.
Si può dire che questa vittoria completa l'elenco delle situazioni in cui hai vinto quest'anno ? Primas sulla pioggia, ora sull'asciutto...
"Sono contento perché era da un sacco di tempo che non vincevo una gara in questo modo, con una moto a posto come dico io. Sono veramente felice perché la moto va veramente bene e mi diverto a guidarla."
Se sete ti avesse sorpassato avresti tentato il tutto per tutto per vincere ?
"Sono stato li davanti e ho cercato di fare il massimo senza fare nessun errore. Quando ho visto il miglior tempo sullÂ’ultimo giro ho fatto un grande sorriso."
VALE: "HO VINTO COME PIACE A ME"
Vale commenta a caldo la vittoria appena ottenuta a Le Mans
"E' stata veramente bella, già da ieri. Finalmente la mia M1 era a posto. Ho avuto un grande feeling ocn la moto ed ho vinto come piace a me. Ho fatto il miglior tempo all'ultimo giro. Ho lottato con tutti, con Colin e Gibernau. Sete ha rimontato molto bene ed ho dovuto far eil giro migliore all'ultimo giro per stargli davanti"

Official Site!
http://www.rossifumi.it/
lunedì, 16 maggio 05 09:31
Foto della festa.. di sabato 14/05 a casa di TIN!

Clicca sul link per vedere le altre foto...
www.estro.flnet.org/festa_tin/festa_tin.htm
venerdì, 13 maggio 05 15:42
TATTOO MAORI
Stavo pensando al tatuaggio da farmi... dopo un frenetica ricerca... del mio tattoo da sempre sognato, "l'angelo"..non son riuscito a trovare quello che faceva per me... Allora sono passato alla seconda alternativa.. Sono sempre stato affascinato dai disegni Maori, per la loro bellezza e le loro origini...
Stavo pensando .. alla tartaruga..che mi piace molto..e ne sono molto legato per vari motivi...
Vi faccio vedere due esempi..di maori turtle, ditemi se vi piacciono.. o se trovate delle idee su questo filo ispiratorio..mandatemele..che gli dò un'occhiata....


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venerdì, 13 maggio 05 15:42
FOTO PASQUETTA 2005 - SCHIERANO
la galleria fotografica della pasquetta 2005 a schierano
http://www.estro.flnet.org/foto_pasquetta.htm
ringraziamenti a Chiara....
ciaooo...
venerdì, 13 maggio 05 15:41
IMMERGETEVI NELLA POESIA
...apre la mente... rilassa... vi consiglio Dante Alighieri... vi riporto due sue poesie...
Volgete li occhi
Volgete li occhi a veder chi mi tira, per ch'i' non posso più venir con vui, e onoratel, ché questi è colui che per le gentil donne altrui martira. La sua vertute, ch'ancide sanz'ira, pregatel che mi laghi venir pui, ed io vi dico, de li modi sui cotanto intende quanto l'om sospira: ch'elli m'è giunto fero ne la mente, e pingevi una donna sì gentile, che tutto mio valore a' piè le corre: e fammi udire una voce sottile che dice: «Dunque vuo' tu per neente a li occhi tuoi sì bella donna tòrre?».
Deh, ragioniamo
Deh, ragioniamo insieme un poco, Amore, e tra'mi d'ira, che mi fa pensare; e se vuol l'un de l'altro dilettare, trattiam di nostra donna omai, signore. Certo il viaggio ne parrà minore prendendo un cosi dolze tranquillare, e già mi par gioioso il ritornare, audendo dire e dir di suo valore. Or incomincia, Amor, ché si convene, e moviti a far ciò ch'è la cagione che ti dichini a farmi compagnia, o vuol merzede o vuol tua cortesia; ché la mia mente il mio penser dipone, cotal disio de l'ascoltar mi vene.
...riflettere.. riflettere...
ciaoooo...
venerdì, 13 maggio 05 15:41
Comunica in tempo reale
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Con MSN Messenger puoi chiacchierare in tempo reale con i tuoi amici,
inviando brevi messaggi di testo, oppure facendo delle conversazioni audio e video.
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venerdì, 13 maggio 05 15:41
MOTOGP - Le Mans, Francia

| Indirizzo: Les Raineries, Cedex 19, 72040 Le Mans Cedex - France |
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Anno di inaugurazione: 1966 |
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Anno ultima modifica: 1998/99 |
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Lunghezza: 4.305m. |
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Rettilineo principale: 450m. |
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Curve a sinistra: 4 |
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Curve a destra: 9 |
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Larghezza: 13m. |
Il profilo:
Il circuito francese è soprattutto conosciuto per essere teatro della 24 ore che si corre dal 1923. Le moto corrono su alcuni tratti della pista lunga, in un alternarsi di frenate e accelerazioni. Non ci sono particolari difficoltà e fondamentale risulta la potenza della moto.
Il talento non conta su una pista così facile, ma è la moto più veloce a spuntarla. Il manico, a Le Mans, non conta.
Il giro:
rettilineo dei box da sesta e primo curvone su cui si entra in sesta piena scalando e rallentando fino alla seconda con cui si affronta la esse. Seconda, terza, scollinamento in quarta e poi in prima per il primo tornante.
Accelerazione fino alla quarta e di nuovo in seconda per la curva a sinistra. Terza, quarta, quinta e ancora seconda. Di nuovo accelerazione fino alla quinta e ingresso nella esse in seconda.
Si esce allungando fino alla quarta e si torna in seconda nella serie di due curve prima della stretta curva prima del rettilineo finale da affrontare in prima. E poi di nuovo gas.
www.motogp.com
venerdì, 13 maggio 05 15:39
FATE UN GIRO SUL MEGASITO DI ALE
....i romani.. son troppo fuori di testa.....

http://tretigri.giovani.it
...ciao Ale.. hai visto ti faccio pubblicità..
è un ringraziamento per l'ospitalità sul suo sito..
Vai socio.. alla grande.. che ci vediamo presto!!
Saluti a tutta ROMA!!!
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venerdì, 13 maggio 05 15:38
GRANDE VALE!!

ROSSI OTTIENE UNA VITTORIA STORICA NELLA PRIMA GARA MAI DISPUTATA A SHANGHAI
Il pilota del Team Gauloises Yamaha Valentino Rossi è passato nuovamente alla storia per essere diventato il primo vincitore di una gara delle MotoGP sul circuito di Shanghai. La vittoria è arrivata grazie ad una prestazione impressionante in condizioni di bagnato nel primo Gran Premio di Cina della storia. Nonostante la partenza dalla sesta posizione, Rossi ha preso il controllo già al quinto giro superando Kenny Roberts (Suzuki), che era stato in testa fino a quel momento. Rossi ha immediatamente messo una buona distanza tra sé e gli inseguitori. Il Campione del Mondo in carica ha poi mantenuto il vantaggio ed ha mantenuto la concentrazione per i successivi 17 giri nonostante gli attacchi del sorprendente Olivier Jacque (Kawasaki) che ha sostituito lÂ’infortunato Alex Hofmann. Jacque ha passato Sete Gibernau (Honda) ed è passato in seconda posizione a sette giri dalla fine, si è poi avvicinato a Rossi, ma non è mai stato in grado di minacciarlo seriamente e la seconda vittoria, su tre gare corse fino ad ora, è rimasta saldamente nelle mani di Rossi. Con Marco Melandri (Honda) che ha superato Gibernau allÂ’ultimo giro rubandogli la terza posizione, il vantaggio di Rossi in campionato è ora di 25 punti sul connazionale. Grazie anche alla gara determinata del suo compagno di squadra, Colin Edwards, che è partito dalla 13^ posizione per passare il traguardo allÂ’8° posto, il Team Gauloises Yamaha si trova ora in testa alla classifica squadre, mentre la Yamaha comanda la classifica costruttori.
VALENTINO ROSSI – 1° (Tempo di gara – 50Â’02.463)
"Di tutte le vittorie della mia carriera, questa è stata la più inaspettata – sono davvero sorpreso. EÂ’ una vittoria speciale perché è la prima con la Yamaha sul bagnato. Questo fine settimana abbiamo avuto qualche problema di messa a punto, ma la squadra ha fatto qualche modifica e ho capito già dal warm up che le cose andavano meglio. Ho fatto una buona partenza, ma sono comunque stato sorpreso di riuscire ad andare in testa così velocemente. CÂ’era molta acqua in pista quindi ho dovuto mantenere la concentrazione al 100%. Ho guidato rilassato ed ho avuto tutto sotto controllo fino alla fine e le cose non sarebbero potute andare meglio. Devo ringraziare tantissimo Jeremy Burgess, il resto della squadra e la Yamaha perché hanno lavorato davvero duramente per questa vittoria.”
COLIN EDWARDS – 8° (Tempo di gara – 50Â’33.496)
“Sono partito bene, ma mi sono trovato assieme ad un paio di piloti che tentavano di fare i fenomeni già dalla prima curva che mi hanno un poÂ’ incasinato. Ho semplicemente cercato di recuperare posizioni, ma lÂ’acqua alzata da quelli davanti rendeva tutto più difficile ed era molto rischioso uscire dalla traiettoria. Non appena ho avuto pista libera davanti a me sono riuscito a stare al passo dei primi, ma ho avuto qualche problema scalando le marce ed anche di consumo dei pneumatici, quindi mi sono dovuto accontentare dellÂ’ottavo posto. Sono deluso, ma è stato utile fere una gara sul bagnato che ci ha confermato che stiamo lavorando nella giusta direzione.”
DAVIDE BRIVIO – TEAM DIRECTOR
“EÂ’ stata una giornata fantastica per noi – Valentino è stato semplicemente immenso! EÂ’ stata la nostra prima gara sul bagnato da Jerez dellÂ’anno scorso e credo che tutti abbiano potuto vedere i progressi della moto. Quindi un grande “grazie” alla squadra ed a tutti gli ingegneri che hanno lavorato sotto pressione. La posizione di partenza di Colin gli ha reso la vita difficile, ma il suo ritmo era ottimo ed ha portato a casa punti importanti. EÂ’ un piacere aver ottenuto questa prima vittoria in Cina che per noi è così importante visto che ci mette in testa alla classifica piloti, squadre e costruttori. Vediamo di continuare così!”.
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venerdì, 13 maggio 05 15:38
Yamaha – Valentino Rossi

Le moto di Valentino a confronto
Yamaha M1 '04 contro Honda RC211V '03
E' la fine del 2003 quandoValentino Rossi firma il contratto con la Yamaha e tutti (o quasi) pensano che non riuscirà a vincere il campionato Moto GP alla prima stagione in sella al bolide col diapason. La sua ex moto, l'imbattibile Honda RC211V, sembra ancora in netto vantaggio sulla M1 della casa rivale, alle prese con gli eterni problemi di guidabilità in piega e di erogazione della potenza. Sappiamo bene che è andata diversamente.
Valentino ha dimostrato a suon di successi di essere il pilota numero uno, quello in grado di spostare gli equilibri di forza fra le scuderie, ma il ritorno del titolo mondiale nella bacheca della casa di Iwata dopo dodici anni è stato frutto anche del grandissimo miglioramento della M1.

In molti hanno imputato il salto di qualità della Yamaha ad una sua “hondizzazione” e, in effetti, i punti di contatto tra la M1 2004 e la RC211V 2003, sono molti.
Entrambe hanno telaio in alluminio a doppia trave, forcella anteriore a steli rovesciati (Showa per la Honda, Ohlins per la Yamaha), forcella posteriore con monoammortizzatore; tutte e due montano pneumatici Michelin (anteriore da 17'' e posteriore da 16,5'') e dotazioni tecniche di fabbricazione italiana (l'iniezione elettronica della Magneti Marelli e l'impianto frenante in carbonio della Brembo) Anche per quanto riguarda le dimensioni le differenze sono poche, sia nel peso (145 kg ciascuna), che nella lunghezza (due centimetri di interasse in più per la M1).
Guardando l'estetica delle due moto si cominciano a notare le prime diversità. A parte il serbatoio e la coda, dove la somiglianza è ancora evidente (anche per la presenza delle decalcomanie con il bulldog portafortuna di Vale e l'immancabile numero 46), colpisce la scelta “old style” della Yamaha nella presenza di un unico tubo di scarico laterale, contro il triplo scappamento della Honda con uno dei terminali alto sotto la sella(tendenza che va per la maggiore fra le moto di serie). Spicca, poi, la grande presa d'aria sul muso della M1, che somiglia a una bocca spalancata, se paragonata alle due “narici” della RC211V. La scelta fra vecchio e nuovo è ribaltata per quanto riguarda la strumentazione sul cruscotto: per Honda c'è un contagiri analogico, mentre Yamaha è dotata di un display tutto digitale.

Il vero elemento di discontinuità fra i due gioielli giapponesi è però il motore: a fronte della stessa cilindrata (990 cm cubi), la Honda indossa un cinque cilindri a V di 75°, mentre la Yamaha ha un quattro cilindri in linea più classico. La potenza è di molto superiore ai 200 cavalli per tutte e due!
La grande novità del 2004 è che il motore della M1 riesce finalmente a comportarsi come quello della RCV, facendo risultare le due moto guidabili con la stessa facilità.
Diverse? Simili? Queste domande non hanno più molto valore, perché Valentino Rossi ha vinto il mondiale sia con l'una che con l'altra!! Ai migliori non si pongono domande!! Dobbiamo solo essere pronti ad inccassare successi su successi!!
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SE SEI INCERTO...... TIENI APERTOOOOOOOOOOOOOOO
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venerdì, 13 maggio 05 15:37
ASCOLTATE L'ULTIMO ALBUM DEI NEGRAMARO...
sono veramente bravi
ecco una delle mie preferite...
NUVOLE E LENZUOLA
Ore che lente e inesorabili attraversano il silenzio del mio cielo per poi nascondersi ad un tratto dietro nuvole che straziano il sereno sentirle riaffiorare quando tutto sembra aver trovato il giusto peso aver la voglia di rubarle al tempo per potergli dare tutto un altro senso distratto, stupido e testardo come sempre provo a farlo ho deciso di fermarlo per poterti avere ancora non di sperando che non se ne accorga ho strappato via anche lÂ’ultima mezzÂ’ora pensando che sia lÂ’unica maniera per sentirti qui vicino ancora sempre più stupido e testardo come sempre torno a farlo e di nuovo per fermarlo e poterti dire ancora tra nuvole e lenzuola non farlo per unÂ’ora non farlo per unÂ’ora e stringimi allora tra nuvole e lenzuola non dire una parola non dire una parola
ore che lente e inossidabili attraversano il silenzio del mio cielo e si nascondono ad un tratto dietro nuvole che straziano il sereno le senti riaffiorare quando tutto tutto sembra aver trovato il giusto peso aver la voglia di rubarle al tempo per potergli dare ancora un altro senso ancora stringimi allora tra nuvole e lenzuola non farlo per unÂ’ora non farlo mai per ora abbracciami ancora tra nuvole e lenzuola
non dire una parola non dire una parola
ore che lente e inossidabili attraversano il silenzio del mio cielo e si nascondono ad un tratto dietro nuvole che straziano il sereno le senti riaffiorare quando tutto tutto sembra aver trovato il giusto peso aver la voglia di rubarle al tempo per potergli dare ancora un altro senso ancora

http://www.negramaro.it/
venerdì, 13 maggio 05 15:36
MIKIA CHE RIDERE!!!
Il nuovo prete della parrocchia era molto nervoso per la sua prima messa e
>quasi non riusciva a parlare.
>Domandò quindi all'Arcivescovo come poteva fare per rilassarsi e questi
>gli suggerì di mettere un pochino di Tequila nell'acqua della Messa.
>Così fece.
>Si sentì cosi bene che avrebbe potuto fare la predica in mezzo ad una
>tempesta.
>Però quando tornò in canonica, trovò la seguente lettera dell'Arcivescovo:
>"Caro Don Angelo, qualche appunto spicciolo:
>la prossima volta, metta un po' di Tequila nell'acqua e non viceversa, e
>non sta bene mettere limone e sale sul bordo del calice.
>La manica della tonaca non deve essere usata come tovagliolo.
>Ci sono 10 comandamenti e non 12.
>Ci sono 12 discepoli e non 10.
>I vizi capitali non sono i peccati degli abitanti di Roma
>Non ci si riferisce alla croce come "quella grande T di legno"
>Non ci si riferisce a Gesù Cristo e i suoi discepoli come "JC e la sua
>band".
>Non ci si riferisce a Giuda come "quel figlio di puttana", e sua madre e
>suo padre non erano rispettivamente una zoccola e un ricchione.
>Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono "Il Vecchio, Junior e il
>fantasmino".
>La toilette dove ha orinato a metà messa in realtà era il confessionale...
>e non è bello bestemmiare perchè non hanno messo lo sciacquone.
>L'iniziativa di chiamare il pubblico a battere le mani è stata lodevole,
>però ballare la macarena e fare il trenino mi pare esagerato.
>L'acqua santa serve per benedire e non per rinfrescarsi la nuca sudata.
>Le Ostie vanno distribuite ai fedeli che si comunicano, non devono essere
>considerate alla stregua delle patatine come antipastini e accompagnate dal
>vino santo.
>Quello sulla croce, anche se con la barba assomiglia a Che Guevara, non era
>lui ma Nostro Signore Gesù Cristo.
>Cerchi di indossare le mutande, e quando ha caldo eviti di rinfrescarsi
>tirando su la tonaca.
>I peccatori quando muoiono vanno all'inferno, non "a farsi fottere".
>La messa deve durare 1 ora circa e non due tempi da 45 minuti, e quello che
>girava vestito di nero è il sagrestano, non "quel cornuto dell'arbitro"
>Quello che le stava seduto a fianco ero io, il suo Arcivescovo, non "..una
>checca in gonna rossa".
>La formula finale corretta e' "La Messa è finita, andate in pace" e non
>"Che mal di testa, andate tutti fuori dai coglioni".
>Per il resto, mi pare andasse tutto bene.
>L'Arcivescovo.
venerdì, 13 maggio 05 15:34
the Doctor

Valentino Rossi (nato a Urbino il 16 febbraio 1979) è un campione di motociclismo italiano, considerato uno dei più grandi piloti di moto di tutti i tempi.
È l'unico pilota della storia ad aver vinto il titolo mondiale in 4 classi differenti: 125, 250, 500 e MotoGP (che dal 2002 ha sostituito proprio la 500), ed il secondo a vincere il titolo per due anni consecutivi con due marche diverse (Honda e Yamaha).
Biografia
Figlio d'arte, suo padre Graziano Rossi ha corso nel motomondiale negli anni '70, cresciuto a Tavullia, Valentino inizia a prendere confidenza con i motori fin dalla più tenera età, mostrando subito il suo talento.
Nel 1995, a soli sedici anni diventa campione italiano della classe 125, l'anno successivo esordisce nel campionato del mondo (sempre nella 125), ed ottiene la sua prima vittoria nel Gran Premio della Repubblica Ceca a Brno. Nel 1997 sempre nella 125, ottiene il suo primo titolo mondiale, correndo con l'Aprilia.
L'anno seguente, sempre su Aprilia, passa alla classe 250. Dopo un primo anno di ambientamento, nel 1999 ottiene anche in questa classe il titolo iridato.
Il 2000 è l'anno del passaggio alla classe regina, la classe 500, e del cambio di moto. Firma, infatti, un contratto con la Honda. Anche nella 500 il primo anno è di studio, ma nel 2001, ultima stagione prima della sostituzione della classe 500 con la MotoGP, arriva il terzo titolo iridato.
L'introduzione della nuova classe, nella quale tutti i piloti sono "esordienti", non costituisce problemi per Valentino, che riesce a imporsi fin dalla prima edizione (2002) e a bissare il titolo iridato l'anno successivo (2003).
Nella stagione 2004 Rossi passa alla Yamaha, inizialmente la mossa solleva qualche perplessità perché la Yamaha è giudicata tecnicamente inferiore alla Honda, nell'arco della stagione precedente ha infatti ottenuto solo un terzo posto. Valentino raccoglie comunque la sfida e porta nel nuovo team, oltre al suo talento, alcuni elementi chiave della sua vecchia squadra. Il risultato è una moto nettamente migliorata, anche se ancora inferiore alla Honda, che Valentino riesce però a portare alla vittoria nel motomondiale 2004, a dodici anni di distanza dall'ultimo titolo di un pilota Yamaha. Da notare che Valentino Rossi è al momento l'unico pilota ad avere vinto un titolo nella classe MotoGP.
Curiosità
"Rossifumi", come era soprannominato all'inizio della sua carriera, usa sempre il numero 46 per la sua moto, nonostante abbia il diritto di usare il numero 1, riservato al campione in carica, perchè questo è il suo numero portafortuna, che usa da sempre. Nelle sue parole:
- "È bello averne uno personale, perché sei riconoscibile. È bello pensare di cambiarlo solo con il numero 1. Lo scelsi dopo aver visto in tv una wild card giapponese andare come un razzo sull'acqua. Aveva quel numero e mi è rimasto impresso, e poi è il numero che aveva mio babbo quando vinse la prima gara con la Morbidelli 250 nel '79"
Rossi gode di molte simpatie da parte degli appassionati di motociclismo, e il suo carattere estroverso e spensierato ha sicuramente avvicinato molte nuove persone allo sport del motociclismo. Famosi sono i siparietti con cui a fine gara celebra le vittorie, assieme ai membri del suo fan club che lo accompagnano lungo tutte le gare del mondiale (un gruppetto di amici "storici", ai quali Rossi stesso paga metà del costo della trasferta per seguirlo).
Appassionato anche delle quattroruote, Valentino ha provato a gareggiare in una prova del campionato mondiale Rally, nel 2002, a bordo di una Peugeot 206 WRC ha infatti preso parte al Rally d'Inghilterra (non concluse la gara).
Prorpio per la sua passione per le quattro ruote, sempre più spesso negli ultimi tempi si è parlato della possibilità di un passaggio di Rossi alla Formula 1, alla guida della Ferrari, con la quale ha provato una volta sulla pista di Fiorano, con risultati notevoli per uno alle prime esperienze. Nonostante le indiscrezioni ed i contatti, nulla è stato confermato.
Rossi vive attualmente a Londra.
Palmarés
- 1997 - Campione del mondo classe 125cc.
- 1999 - Campione del mondo classe 250cc.
- 2001 - Campione del mondo classe 500cc.
- 2002 - Campione del mondo classe MotoGP
- 2003 - Campione del mondo classe MotoGP
- 2004 - Campione del mondo classe MotoGP
Statistiche
- Gran Premi disputati: 111
- Vittorie: 52
- Podi: 81
- Pole Position: 22
Collegamenti esterni
venerdì, 13 maggio 05 15:34
---ecco questo sono io----

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...presto inserirò altre foto...
venerdì, 13 maggio 05 15:32
Sito Estro!

Andate a visitare il sito del mio gruppo.... www.estro.flnet.org all'interno troverete foto, date concerti, mp3 dei nostri pezzi da scaricare... beh.. fate un giro!
venerdì, 13 maggio 05 15:30
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SBK Monza: Suzuki-Honda 1 a 1

La GSX-R 1000 vince con Corser la prima manche e la Fireblade di Vermeulen si impone nella seconda, battendo la 999 di Laconi in vista del traguardo. Gare altamente spettacolari davanti ad oltre 90.000 spettatori. Nella Supersport Nannelli con la Ducati sfiora la vittoria, che va a Fujiwara. Nella STK 1000 vince Sofuoglu dopo una volata pazzesca. http://news.motonline.com/redirect/sbkmonza-suho |
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STK 600 Corti in volata Claudio Corti, pilota del Team Trasimeno in sella a una Yamaha R6, ha vinto la seconda prova dell?Europeo battendo il favorito Yoann Tiberio. I due ora sono appaiati in vetta alla classifica di campionato. http://news.motonline.com/redirect/sbkmonza-corti |
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venerdì, 13 maggio 05 15:29
Ska-P: questa estate l'ultimo tour in Italia prima dello scioglimento

L'annuncio della band sembra essere definitivo. Gli Ska-P hanno deciso di sciogliersi e saluteranno il pubblico con un'ultimo tour che includerà cinque concerti in Italia. Ecco l'annuncio rilasciato dalla band: "Dopo 10 lunghi ed intensi anni di lavoro, nei quali siamo stati immersi in una frenetica ed appasionante attività, nei quali abbiamo portato in giro la nostra musica per tutto il mondo, aspetto di cui siamo molto orgogliosi, abbiamo deciso di aprire una parentesi a tempo indefinito nella nostra carriera... Per questo motivo abbiamo deciso di fare prima di questa parentesi un ultimo tour, che vogliamo condividere con tutti quelli che ci hanno seguito in questi anni (fan, tecnici, mezzi di comunicazione, promotori e anche famiglia). Sappiamo che questa decisione intristirà molte persone e vi chiediamo sinceramente scusa. Vi informiamo anche che il nuovo disco per questi motivi non sarà fatto... Grazie a tutti per il vostro appoggio incondizionato" (SKA P). L'unica notizia positiva di tutto questo è che AF Concerti porterà gli Ska-P per un ultimo tour in Italia. Quest'estate infattti, sono in programma 5 serate nel BelPaese in cui "los locos de Vallecas" saluteranno il pubblico italiano.

Informazioni: www.ska-p.net www.afconcerti.it
venerdì, 13 maggio 05 15:29
CHE BRUTTO!!
...e che coraggio!!!

venerdì, 13 maggio 05 15:28
Cultura Maori

I Maori discendono da popolazioni austronesiane provenienti dal sub-continente asiatico che, grazie ad abili tecniche di navigazione, penetrarono in Melanesia circa 4.000 anni or sono.
La ragione per la quale gli antenati polinesiani dei Maori si sono lanciati a bordo delle loro canoe oceaniche, i waca, per lunghi viaggi colonizzatori resta, almeno in parte, un mistero. Quello che si sa è che la più grande delle loro imbarcazioni poteva trasportare fino a 250 persone oltre alle piante ed agli animali dei quali avrebbero avuto bisogno per iniziare una nuova vita.
Le manifestazioni archeologiche di questa penetrazione in Oceania sono designate come il “Complesso Culturale Lapita”. Fra il 1.600 ed il 1.400 a.C., i portatori della ceramica lapita si diffusero in una regione che comprendeva le Fiji orientali, le Tonga, le Samoa e altre isole di più piccole dimensioni. Questa regione può essere considerata come la patria della cultura polinesiana che qui sviluppò i suoi caratteri peculiari. Infatti, a partire dal 500 a.C., si può archeologicamente distinguere una società polinesiana ancestrale dal precedente complesso culturale lapita.
Da questa zona vennero in seguito popolate le isole Marchesi e della Società, gli arcipelaghi della Polinesia centro-orientale fino a giungere a Rapa Nui (l'isola di Pasqua), alle isole Hawaii e ad Ao-tea-roa (la terra della grande nuvola bianca) cioè la Nuova Zelanda.
Raccontano gli antichi canti marinari, rievocando lo spirito di quel popolo avventuroso:
Pianta il tuo seme, spargilo al vento, tu puoi morire ma la forza della vita resta, il flusso delle correnti ti aiuterà, o viaggiatore
I polinesiani si orientavano in mare grazie ad un complesso sistema di indizi che utilizzava una varietà di segnali e simboli naturali.
Erano soliti portare con loro i maiali, i quali dotati di un potente olfatto, avvertivano tenui tracce di profumi “terrestri” nell'aria anche a 40 miglia di distanza da un'isola; osservavano il volo dei grandi uccelli marini, come gli albatros, i quali non si allontanano mai a più di 40 miglia dalla costa; inoltre i polinesiani in viaggio imbarcavano, come i Vichinghi, alcuni uccelli. Gli uccelli venivano liberati ad uno ad uno, e se non ritornavano all'imbarcazione, i piloti prendevano la direzione indicata dal loro volo:
...osserva la pittima volare laggiù, una si è posata sulla spiaggia, si è posata lì per sempre.
Studiavano le leggere modificazioni delle onde, delle correnti e dei venti, ma anche le nuvole lontane offrivano ai viaggiatori un tenue indizio di terra emersa, poiché le nuvole stazionano più facilmente sugli atolli che non sul mare aperto. La laguna di un atollo, infatti, è più calda del mare aperto, quindi l'aria si riscalda e richiama le nuvole.
Una volta avvistata la nuvola, occorreva osservare se aveva sfumature verdastre, questo perché le nuvole riflettono il colore del mare, e l'acqua delle lagune è più verde di quella circostante.
Infine studiavano le posizioni delle stelle.
In tutto il Pacifico il cielo veniva rappresentato come una cupola, o come una serie di cupole sovrapposte l'una all'altra. Si assegnavano nomi a stelle e gruppi di stelle specifici e le posizioni ed i moti delle costellazioni maggiori erano ben noti alla maggior parte delle persone. I giovani apprendisti navigatori imparavano però una versione più dettagliata e formale del cielo in speciali “scuole” dirette da maestri piloti che mescolavano la teoria con l'esperienza pratica. Nelle Isole Gilbert, ad esempio, le disposizioni delle travi del tetto negli “edifici di addestramento” rappresentavano le stelle, le costellazioni e le divisioni del cielo.
Questi popoli scoprirono presto che l'altezza della Stella Polare al di sopra dell'orizzonte settentrionale era uguale alla latitudine del luogo in cui ci si trovava. In altre parole, quando la Stella Polare si trovava a 10° al di sopra dell'orizzonte nord, l'osservatore si trovava a 10° di latitudine nord.
La Stella Polare, Polaris, a (alfa) Ursae minoris, è una supergigante gialla distante circa 700 anni luce. A circa 1° si trova l'attuale polo nord celeste, ma sarà verso il 2.100 che la precessione porterà Polaris alla minima distanza dal polo.
Quelli che navigavano a sud dell'equatore usavano il sistema di una “stella allo zenit”.
Essi imparavano a memoria le posizioni di una varietà di stelle, le quali sono sospese al di sopra alle varie isole. Quando una certa stella passava al di sopra del loro capo, questi comprendevano quale fosse la loro posizione, cioè un osservatore che osserva che una stella particolare passa direttamente al di sopra della sua testa, sa che la sua latitudine è uguale a quella della latitudine celeste della stella. Così, se un pilota vedeva allo zenit Hokule'a (Arturo), sapeva di trovarsi alla latitudine delle Isole Hawaii, mentre se passava direttamente sotto Sirio, sapeva di trovarsi alla stessa latitudine di Tahiti e delle Fiji.
Arturo, a (alfa) Bootis, nel Boote, è la quarta stella più brillante del cielo. È una gigante rossa, 24 volte il diametro del Sole, distante 36 anni luce. Arturo ha una massa assai simile a quella del Sole, e si ritiene che tra 5.000 anni, la nostra stella si gonfierà fino a diventare una gigante rossa come Arturo.
Canis major contiene molte stelle brillanti che lo rendono una delle costellazioni più facilmente visibili: la sua stella più brillante, Sirio, dal greco “sfavillante”, una stella bianca distante 8,7 anni luce è la più luminosa dell'intero cielo. Gli antichi Egizi basavano il loro calendario sul suo moto annuale intorno al cielo. Nel Cane maggiore si trova anche M 41, un grande ammasso stellare di circa 50 stelle distanti 2500 anni luce e che, in condizioni favorevoli, è visibile anche ad occhio nudo, tanto che era già noto ai greci.
Molto più spesso i polinesiani utilizzavano le stelle Fanakenga, le stelle all'orizzonte, che si usavano come bussole per seguire una rotta. I punti di levata e di tramonto indicavano direzioni generali sull'orizzonte.
venerdì, 13 maggio 05 15:28
Una curiosità

ALOHA è la parola più conosciuta che ci proviene da terre così distanti da noi. Probabilmente tutti crediamo che sia l'equivalente di un semplice saluto, ma cosa significa realmente? È in pratica una sigla che raggruppa le caratteristiche dello stile di vita più gradevole e tipico degli abitanti di tali terre:
A - akahai
cortesia che deve essere espressa con un sentimento di tenerezza.
L - lokahi
unità che deve essere espressa con un sentimento di armonia.
O - olu'olu
gradevolezza che deve essere espressa con un sentimento di affabilità.
H - ha'aha'a
umiltà che deve essere espressa con un sentimento di modestia.
A - ahonui
pazienza che deve essere espressa con un sentimento di perseveranza.
venerdì, 13 maggio 05 15:27
Il meglio del metal mondiale a Bologna!

UnÂ’edizione ancora più selvaggia degli scorsi anni, due headliner incredibili, un pugno di nomi che potrebbero essere in testa alle scalette dei maggiori festival europei, grandi del passato ancora sulla cresta dellÂ’onda, uniche date italiane, reunion di gruppi storici: tutto questo è il Gods Of Metal 2005.
GOM è il festival metal organizzato da Live che da un paio dÂ’anno sta assumendo i tratti di una vera e propria kermesse imperdibile per tutti gli appassionati del genere non solo italiani (anche questÂ’anno previste carovane di metal kids da Spagna, Slovenia, Austria, Grecia, GermaniaÂ…).
Ecco lÂ’elenco delle band presenti:
Iron Maiden (nella foto) unico concerto italiano, unica occasione per vedere Dickinson e soci prima che si Â’chiudanoÂ’ in studio per lavorare al nuovo album, Motley Crue una delle reunion più chiacchierate degli ultimi anni, anche per loro unico momento per rivederli tutti insieme. Slayer prima e unica occasione per assaporare i pezzi del nuovo album, e poi ancora i tedeschi Accept, i virtuosismi chitarristici di Yngwie Malmsteen, la band di Zakk Wylde, i Black Label Society.
Poi ancora le uniche date italiane per gli Obituary che tornano dopo il gran successo di qualche mese fa, i Lacuna Coil che presenteranno in anteprima alcuni pezzi del nuovo album, gli altri italiani previsti sono Extrema e Exilia (in apertura del secondo giorno). Gli Hammerfall, freschi di nuovo disco e i Dragonforce che recupereranno lo show dello scorso anno (annullato causa incredibile tempesta nel cielo bolognese).
Ma non è finita, ci sarà spazio anche per la grande promessa del metal mondiale: Strapping Young Lad! E per altri due nomi del nuovo metal come Mastodon ed Evergrey e poi ancora il ritorno in formazione originale di una band simbolo del metal contaminato: gli Anthrax e infine, lÂ’ultimo (questa volta si!) concerto dei Megadeth di Dave Mustaine. Ultimissimo gruppo inserito in questo spettacolare bill è quello dei Mudvayne.
Ecco la scaletta, gli orari e la divisione per giorni
Sabato 11 Iron Maiden (21.30 - 23.30) Slayer (19.20 - 20.50) Lacuna Coil (17.35 - 18.45) Obituary (16.00 - 17.05) Strapping Young Lad (14.40 - 15.30) Dragonforce (13.20 - 14.10) Mastodon (12.20 - 12.55) Mudvayne (11.25 - 11.55) Evergrey (10.30 - 11.00) Apertura porte ore 9.30 Inizio concerti ore 10.30
Domenica 12 Motley Crue (21.30 - 23.00) Megadeth (19.35 - 20.50) Anthrax (18.05 - 19.05) Accept (16.35 - 17.35) Yngwie Malmsteen (15.05 - 16.05) Black Label Society (13.45 - 14.35) Hammerfall (12.30 - 13.15) Extrema (11.30 - 12.00) Exilia (10.30 - 11.00) Apertura porte ore 10.00 Inizio concerti ore 11.00
Location: Arena Parco Nord - Bologna Evento organizzato da Live (www.liveinitaly.com) in collaborazione con Rock FM, All Music e Metal Hammer.
Prezzo del biglietto per un solo giorno 50,00Euro+dp Prezzo del biglietto abbonamento 90,00Euro+dp I biglietti sono in vendita su www.ticketone.it e punti collegati oltre che nella abituali rivendite.
Info Line : Tel. 055 5520575; in rete: www.liveinitaly.com; www.godsofmetal.it.
venerdì, 13 maggio 05 15:26
LIGABUE: 40.000 BIGLIETTI Â…oltre il muro del suonoÂ…

"LIGABUE Â…oltre il muro del suonoÂ… IN 12 ORE VENDUTI OLTRE 40.000 BIGLIETTI PER IL CONCERTO DEL 10 SETTEMBRE AL CAMPOVOLO DI REGGIO EMILIA! Partenza a razzo per la prevendita dei biglietti per lÂ’unico grande concerto che Luciano Ligabue terrà nel 2005, il 10 settembre al Campovolo di Reggio Emilia (organizzato e prodotto da Barley Arts e Friends & Partners in accordo con Riservarossa): oggi in sole 12 ore (dalle ore 7.00 alle ore 19.00) sono stati venduti oltre 40.000 biglietti! Lo straordinario ed eclatante dato non ha molti precedenti nella storia dei concerti in Italia e testimonia quanto sia forte lÂ’attesa per il ritorno di Ligabue sulla scena musicale live e discografica. Va ricordato, infatti, che dopo lÂ’evento di Campovolo il rocker emiliano pubblicherà il suo settimo album di inediti ed anche per questo lÂ’attesa è spasmodica, stando alle prenotazioni che i negozianti stanno ricevendo da oltre un mese. Da stamani, sono oltre 3.300 i biglietti che si vendono allÂ’ora , tra internet (www.ticketone.it), prevendite abituali e gli oltre 500 punti vendita dei circuiti TicketOne, Green Ticket Bolzano, Box Office Toscana, Box Office Verona, Teleart Mestre, Box Office Genova/ Torino/ Roma/ Bari/ Napoli/ Milano, Amit, Unicredit, Box Office Catania, Box Office Cagliari. Il prezzo del biglietto è di 30,00 euro + il 15% di diritto di prevendita. Le informazioni e i punti vendita autorizzati dei biglietti per il grande concerto che vedrà protagonista Ligabue sono evidenziati nel sito ufficiale dellÂ’evento: www.campovolo.com. Gli organizzatori invitano il pubblico a non comprare biglietti in punti che non siano indicati nel suddetto sito e a non pagare più del 15% di diritto di prevendita fatto salvo che non si acceda a servizi accessori quali pagamento con carta di credito, call center che sono a pagamento, consegna a domicilio o altro.
di johnpex at 14:39:56
Nessun
venerdì, 13 maggio 05 15:25
Svelato il titolo del nuovo album dei Linea 77

Si intitolerà “Available For Propaganda” e dovrebbe essere nei negozi da Settembre.
Il quarto lavoro sulla lunga distanza del gruppo torinese è stato registrato negli spazi dei celebri Paramount/Ameraycan Studios di Los Angeles (vedi news), che hanno visto in azione artisti del calibro di Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Cypress Hill e Tool, tanto per citarne qualcuno.
Le recording session sono state coordinate dall'attenta supervisione di Dave Dominguez, già al lavoro con Adema, Orgy, Papa Roach, Powerman 5000, Staind e con Axl Rose & Co per il fantomatico "Chinese Democracy" dei Guns N' Roses!
Continua spedita la fase di masterizzazione che completerà quanto messo a punto da Emo, Nitto, Dade, Chinaski & Tozzo al di là dell'Oceano.
In ogni caso, chi è entrato tra le mura degli studi americani racconta di un forte recupero delle radici hardcore.
Dei 12 pezzi che compariranno sulla tracklist - ancora non completamente definita - sono stati rivelati 7 titoli:
- A.D.H.D.
- Evoluzione
- Fist
- I Thought Everything Was Alright
- Rotten Mouth And Broken Arms
- Sleepless
- To Serve And Protect
Nei prossimi giorni saranno scelte le cinque tracce che andranno a completare la scaletta, compresi due brani in italiano.
http://www.linea77.com/
venerdì, 13 maggio 05 15:05
NEGRITA
ROTTA VERSO SUD
Con "L'uomo sogna di volare" la band aretina cambia pelle

Pau: voce e leader dei Negrita
Quella con i Negrita è stata una chiacchierata particolare, consumata en plein air, come se fossimo i protagonisti di un dipinto impressionista. Abbiamo incontrato Pau (voce del gruppo) e poi Drigo (chitarra) ai giardini di porta Venezia a Milano, seduti sull'erba, piuttosto umida, si è parlato del loro album "L'uomo sogna di volare" e dell'esperienza fisica e mentale trascorsa in Sudamerica.
L'album dura 42 minuti. Da consumarsi in un fiato? Sicuramente abbiamo confezionato un gruppo di pezzi che va assunto tutto insieme e poi è la misura giusta, quella che entra nelle vecchie Tdk di una volta, da 46. Come gli album che ascoltavo da bambino.
Sembra ci sia una certa continuità nel nuovo lavoro, tranne in "Greta" e "Il mio veleno" No, non lo so. L'album è molto eterogeneo, quindi credo che stia alla sensibilità di ognuno riuscire a trovare cose di questo tipo. Tu hai trovato rotture, stilistico o di ritmo in questi due brani, alcuni sentono strana "Tutto bene", perché forse c'è un'altra voce. Penso si possa dire tutto e il contrario di tutto su questo album.
Raccontate delle storie attraverso personaggi e nomi specifici? Non facciamo dischi a tavolino, ci lasciamo sempre cullare dalle esperienze di vita che ci succedono prima della composizione dell'album. È stato tutto molto strano. Siamo partiti per il Sudamerica per suonare una tournée. Siamo tornati con l'idea di un disco. Il nostro compito è quello di far fruire attraverso le parole e le note delle emozioni: in questo caso sono venute connotate da dei nomi propri e toponimi. A Bahia abbiamo preso sette-otto schiaffi come lezione di vita e abbiamo voluto mettere tutto dentro i testi.
Da dove nasce l'idea della filastrocca per il brano "Il branco"? La filastrocca è nata per caso, eravamo in studio con Cesare (Cesare Petricich, chitarra, ndr) e Franky (Franco Li Causi, basso, ndr) Stavamo tirando giù il pezzo e pensavo a due melodie per farlo diventare più interessante, perché sembrava leggerino, poggiato su esili stampelle. Volevamo sperimentare un certo tipo di suono a metà tra il folk e il terzo mondo. Venne fuori la mia melodia, abbastanza reggae su un giro che Cesare ha completato con la chitarra balcanica, perché lui è mezzo croato. Alla fine ho detto: "Dai Franky, tu che sei palermitano tira fuori una roba in dialetto".
A questo punto si unisce a noi anche Drigo. Se doveste raccontare la vostra esperienza di viaggio con una fotografia? Ma che domanda mi fai a quest'ora? Drigo rispondi tu. Abbiamo girato ore e ore di video e questo vuole una fotografia. Drigo: Tra tutte penso che quella della copertina ci rappresenti meglio. È nello stesso tempo solare, poetica, felice e povera.
Il concerto più bello che avete fatto e quello più emozionante a cui hai assistito? Per fortuna di quelli nostri ce ne sono tanti, almeno una ventina. Tra quelli a cui ho assistito direi Bruce Springsteen a San Siro nel 1985. Ero sbarbatissimo. Molto emozionante, me lo sono goduto dalla seconda fila.
Quale canzone rubereste a uno qualsiasi dei vostri colleghi? "So much trouble in the world" di Bob Marley (presente nell'album "Survival", ndr) tanto è morto e se gliela rubiamo non se ne accorge.
C'è qualcosa che i Negrita stanno ancora aspettando? Ma sei incredibile, 'ste domande a quest'ora della mattina. Drigo rispondi tu. Drigo: Ma, noi siamo uno staff di persone e un gruppo di amici allo stesso modo. Può capitare che qualcuno abbia un problema o un periodo negativo. Chi al momento ha una "ruota" sgonfia viene tirato su dagli altri. Pau: Quindi vuoi dire che se uno buca viene sostituito dagli altri. E allora perché mi avete svegliato stamattina per fare l'intervista, visto che potevate farla voi!
Una domanda che vorreste sentirvi chiedere e una che vi ha fatto incazzare? Adesso ti faccio del male fisico se continui con queste domande (fortunatamente scherza, ndr). Ciao mi vado a prendere un caffè. Drigo: Tutte le domande sono abbastanza interessanti Pau: Drigo è inutile che stai a incartarti, alla sua domanda non va data risposta. Dai Gianbattista ti porto a prendere un gelato... Drigo: Da questo viaggio abbiamo imparato a ricevere positività anche dalle cose negative. Io ho vissuto una rapina a mano armata in Argentina, da parte di adolescenti. È stata una cosa terribile, volevo tornare a casa, però ho vissuto una fetta di Sudamerica che altrimenti avrei conosciuto solo attraverso i giornali.
Le due chitarre: Cesare Petricich e Drigo

Al basso Franco Li Causi detto "Franky"

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